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Storia

La E. Bergamaschi & figlio S.p.A è stata fondata nel 1919 da Enrico Bergamaschi, avo dell’attuale omonimo presidente. Enrico, uomo dell’ 800 con spiccate doti imprenditoriali, era un dirigente Stigler, azienda che ancora oggi produce ascensori e montacarichi, e decise di mettersi in proprio producendo bobine e magneti per l’ industria. La prima sede della Ditta Bergamaschi si trova in via Pisacane 32, a pochi passi dal centro storico della viva e attiva città di Milano appena uscita dalla Grande Guerra, e lì resterà fino ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
Nel 1927, per mano di Bruno – figlio di Enrico - classe 1902, alla ditta storica si affianca un negozio in via Melzo dove si vendono ricambi anche per le moto.

1965 ciclo motociclo

L’attuale presidente, Enrico, timbra il primo cartellino in azienda nel 1952, diciottenne, nella fervida atmosfera della ricostruzione del secondo dopoguerra. La produzione viene spostata in via Comasina, Enrico dovrebbe occuparsi di disegno tecnico ma sente che il ruolo non gli appartiene davvero mentre dimostra passione e capacità per la funzione commerciale, a contatto con fornitori e clienti.
Enrico è inoltre un vero appassionato di moto e questo lo porta a sperimentarsi anche come pilota, in sella a una Parilla 175 Competizione e con il benestare di Giovanni Parilla in persona, che lo aveva visto in azione sul circuito di proprietà della casa motociclistica milanese.

pubblicità NGK anni 50 60
Negli anni 60, con il primo boom economico italiano, Enrico abbandona le corse e si dedica completamente alla ditta di famiglia. Il negozio di via Melzo viene sostituito da uno più grande in piazza 8 Novembre, dove vengono poste le basi per l’azienda nella sua forma odierna: è in questi anni che la Bergamaschi sigla due importantissimi accordi commerciali: la distribuzione nazionale del catalogo CEV – Costruzioni Elettromeccaniche Venegonesi, l’industria creata dai fratelli Pagani è uno dei maggiori produttori di ricambi d’Europa – e l’accordo che anticipa il cambiamento epocale nel mondo della moto in Italia, la commercializzazione esclusiva delle candele giapponesi NGK che, poco note in Italia fino a quel momento, diventeranno di uso quotidiano seguendo la parabola ascendente delle moto del sol levante.


Tra la fine degli anni ‘60 e la metà degli anni ‘70 l’arrivo dall’Asia dei primi ricambi equivalenti, identici o quasi a quelli prodotti in Europa ma molto più economici, fa prendere a Bergamaschi la decisione di chiudere definitivamente la parte produttiva dell’azienda – la competizione su quel fronte era palesemente impari – e di concentrare tutti gli sforzi sull’attività commerciale: la Ditta Bergamaschi e Figlio si occuperà da ora in poi solo di distribuzione.
L’attenzione alle novità, la concentrazione sul mondo delle moto e il lavoro serio e costante permettono all’azienda Bergamaschi di superare di slancio gli anni 70 e le crisi che li hanno contraddistinti, di affermarsi negli anni 80 del secondo boom economico e della “Milano da bere” fino ad arrivare alla storia recente.
Nel 1994 fa il suo ingresso in azienda Bruno, figlio di Enrico, che ricoprirà varie funzioni in azienda fino a ricoprire la carica attuale di Amministratore Delegato.

Inaugurazione EBF 1956
Il nuovo millennio vede l’introduzione di una logica manageriale nella gestione e la designazione a ruoli dirigenziali di collaboratori non più afferenti alla sola famiglia del fondatore. Non sono cambiati invece i principi sui quali l’azienda si basa – l’attenzione ai cambiamenti, alle novità, la concentrazione sul core business e il lavoro serio e costante – che permettono di offrire alla clientela una gamma sempre più ampia di prodotti di qualità e un livello di servizio accurato, completo e personalizzato. Con questa filosofia l’azienda si avvicina a grandi passi ai festeggiamenti per il centenario della fondazione.